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| DICHIARAZIONI DEI REDDITI GRATUITE PER I DIPENDENTI DELLE AZIENDE IN CRISI |
17/03/2010 |
E’ pienamente operativo l’accordo anti crisi sottoscritto il 29/1/2010 da Ascom Bologna ed i sindacati provinciali Filcams CGIL, Fisascat Cisl, Uiltucs UIL, che ha previsto che, anche per il 2010, Ebiterbo stanzi 800.000 Euro a sostegno dei redditi dei dipendenti delle aziende in crisi con l’obiettivo di evitare licenziamenti.
Fra le tante azioni a sostegno del reddito è previsto anche che i lavoratori dipendenti da aziende aderenti ad Ebiterbo che nel 2009 hanno percepito ammortizzatori sociali di qualsiasi tipo o indennità di disoccupazione possano rivolgersi ad alcuni CAAF convenzionati per avere diritto alla compilazione gratuita della dichiarazione dei redditi del 2009 (Mod. 730 o Unico).
Questo intervento si aggiunge ad altre misure finanziate da EBITERBO previste nell’accordo anti crisi: contributo economico a integrazione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori, compresi apprendisti e tempi determinati, che abbiano perso il posto di lavoro e possibilità di riduzioni dell’orario che consentiranno alle aziende di mantenere intatti i livelli occupazionali ed il patrimonio di professionalità del settore.
L’accordo anticrisi è già operativo infatti anche sul versante delle azioni per la salvaguardia dell’occupazione; ogni settimana si svolgono infatti presso EBITERBO gli incontri finalizzati alla sottoscrizione di contratti di solidarietà, dando così continuità agli importanti risultati conseguiti con l’accordo sulle misure anti crisi finanziate da EBITERBO del 2009, che ha consentito di salvaguardare nella Provincia di Bologna più di 500 posti di lavoro e per i quali l’Ente Bilaterale ha già erogato circa 600.000 Euro.
Il Presidente di Ascom Bologna, Enrico Postacchini, nel sottolineare l’importanza dell’accordo firmato con le Organizzazioni Sindacali dichiara che “ancora una volta siamo stati capaci di rispondere adeguatamente e concretamente alla delicata fase che le piccole e medie imprese della distribuzione e del terziario della Provincia di Bologna ed i propri dipendenti stanno attraversando, dimostrando concretamente che il sistema della bilateralità con soluzioni innovative può continuare a svolgere un ruolo essenziale per accompagnare il sistema economico ad uscire dalla crisi”.
Malgara Cappelli, Segretario generale Fisascat Cisl, nell’ esprimere la propria soddisfazione per l’innovativo accordo raggiunto con Ascom, dichiara che: “Accanto all’obiettivo principale consistente in azioni di mantenimento dei livelli occupazionali attraverso il sostegno al reddito dei Lavoratori in contratto di solidarietà, abbiamo dato, con l’accordo, risposte concrete e tangibili ai tanti Lavoratori del Commercio che, occupati, per la gran parte, in aziende piccole o medio-piccole, stanno pagando, spesso silenziosi e quasi invisibili, il prezzo della crisi con licenziamenti e riduzioni di orario e di reddito”
Ramona Campari, segretario FILCAMS Cgil sottolinea l'importanza ed il valore dell'accordo raggiunto: “E' un accordo positivo in quanto testimonia la volontà delle parti di affrontare i problemi determinati dalla crisi privilegiando il ricorso ai contratti di solidarietà. Consente di dare una risposta, seppure parziale, ai lavoratori dei nostri settori, salvaguardandone, così il posto di lavoro e sostenendo contemporaneamente il reddito grazie all'integrazione economica del contributo INPS, operata da EBITERBO e alle altre forme di sostegno concordate. Una risposta di natura contrattuale certamente positiva che non può però, per la sua stessa natura ,sopperire all'esigenza di una riforma in senso universalistico del sistema degli ammortizzatori sociali che ricomprenda, quindi, anche la piccola e media impresa operante nel settore.”
Giorgio Zattoni,Segretario generale UIL UILTuCS di Bologna, nel rimarcare la positività dell’accordo sottoscritto fra le parti,dichiara che:ci siamo impegnati nel voler salvaguardare il più possibile il livello occupazionale e le piccole e medie imprese del settore. L’accordo ha dato dignità a quelle lavoratrici e lavoratori del commercio sino ad ora esclusi dagli ammortizzatori sociali che recuperati “parzialmente” con gli ammortizzatori in deroga, vedono ancora la loro posizione debole in una situazione di crisi rispetto alla quale ancora manca un nuovo e più equo modello di stato sociale.
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| (comunicato stampa) |
| PROPOSTA DI ASCOM BOLOGNA |
28/10/2009 |
Ascom Bologna – dichiara il Presidente Enrico Postacchini – continua a sollecitare Governo e Parlamento affinchè, nella prossima legge finanziaria attualmente in discussione o nei provvedimenti collegati, sia abolita la norma fiscale che aumenta di fatto le imposte a carico delle imprese in forma di società per azioni e a responsabilità limitata, a causa del limite alla deducibilità degli interessi passivi bancari, introdotto con la dichiarazione dei redditi relativi all’anno scorso. La disposizione – continua Postacchini – stabilisce in sintesi che gli interessi passivi su fidi e prestiti bancari siano deducibili dal reddito d’impresa solo in parte – entro il 30% del risultato operativo lordo oltre a una modesta franchigia transitoria – e non più nella loro sostanziale interezza, come accadeva invece fino al 2008. A causa di questo nuovo meccanismo, le imprese continueranno a pagare tasse sugli interessi passivi bancari che stanno sostenendo nell’anno in corso, con evidente, ingiusta e incomprensibile penalizzazione.
A ciò – prosegue il Presidente di Ascom Bologna – si aggiunge, a causa di pasticciati interventi normativi sulla commissione di massimo scoperto, il nuovo onere bancario della commissione di disponibilità fondi, per la messa a disposizione di fidi, indipendentemente dal loro utilizzo. Esso può arrivare sino al 2% annuo dell’importo dell’affidamento, oltre ovviamente al pagamento degli interessi.
Il Governo deve evitare che le imprese subiscano effetti tanto iniqui, proprio nel momento in cui il sistema produttivo e commerciale è alle prese con la pesante crisi economica ed occupazionale ed è per questo che Ascom Bologna sollecita ancora una volta la veloce adozione di un provvedimento che neutralizzi l’applicazione sia della norma fiscale sia di quella bancaria.
Sarebbe – conclude Postacchini – un segnale veramente tangibile, concreto e di piena vicinanza alle imprese, qualunque sia la loro attività economica e senza distinzioni fra settori produttivi di appartenenza.
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| (comunicato stampa) |
| ALLARME NEL SETTORE ALBERGHIERO DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA |
08/04/2009 |
Allarme nel settore alberghiero anche della provincia bolognese: a lanciarlo sono i presidenti della circoscrizione Ascom di Molinella, Alfonso Maini e di Anzola del’Emilia, Adriana Wu assieme ad altri colleghi dell’hotellerie bolognese .
La crisi economica- rilevano- ha investito gli alberghi della provincia di Bologna e l’onda, conseguentemente, non ha risparmiato il turismo bolognese.
L’offerta ricettiva stava già soffrendo a causa di una forte dilatazione del numero degli alberghi, per cui la crisi ha potenziato gli effetti negativi, con una forte ricaduta sulle aziende alberghiere ad incominciare da quelle della provincia.
La vocazione turistica di tutta l’area bolognese si basa, essenzialmente, sulla componente business, dove gli eventi fieristici e le aziende ne costituiscono l’ossatura; ma purtroppo, il turismo congressuale, negli ultimi anni, è andato esaurendosi, mentre quello leasure è assente.
Occorre sottolineare come, al tempo, in un’epoca in cui l’economia era forte, nessuno ha mai pensato di preparare il territorio ad un turismo alternativo, anzi si è incentivato l’insediamento di nuove strutture, con nuove aperture. Ancora oggi, in una situazione di forte declino della domanda, leggiamo sulla stampa l’annuncio, l’orgoglio dell’amministrazione comunale di Bologna, per l’insediamento di nuove strutture ricettive in aree libere al centro della città. E’ necessario, quindi, far comprendere agli amministratori della città che se un albergo non raggiunge il tasso percentuale del 50% di occupazione, i costi sono superiori ai ricavi.
Noi auspichiamo vivamente – concludono i Presidenti Maini e Wu- che le Amministrazioni Provinciali e Comunali prendano consapevolezza della situazione del turismo e assumano la responsabilità di salvaguardare un equilibrio di economia territoriale, già ad alto rischio, i cui effetti potrebbero diventare dirompenti sul piano sociale e di sicurezza del sistema.
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| (comunicato stampa) |
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